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Innovazione con Mr. Papini

Professionista di lunga data, dopo aver ricoperto importanti incarichi dirigenziali in aziende internazionali di grande fama, Alessandro Papini è oggi senior consultant in sviluppo del business e gestione aziendale.


Professionista di lunga data, dopo aver ricoperto importanti incarichi dirigenziali in aziende internazionali di grande fama, Alessandro Papini è oggi senior consultant in sviluppo del business e gestione aziendale. Esperto in moda e beni di lusso e arredamento, retail e wholesale, merchandising, marketing, tessile e abbigliamento, avrà su Moontide una rubrica ricorrente all’interno della quale affronterà in modo empirico i diversi aspetti della vita aziendale.

Su questo numero parliamo con lui di innovazione e della sua esperienza nel ruolo di innovatore. 

Possiamo considerarti colui che porta innovazione all’interno delle aziende?
Certamente si. Portare innovazione è il mio lavoro.

In che cosa consiste per te l’innovazione strutturale aziendale e quale ruolo essa gioca nel migliorare l'efficienza e la competitività?
L’innovazione è un concetto fondamentale per il successo delle aziende. Spesso si sente dire: “quell’azienda va bene perché ha innovato al momento giusto”.  La “sentenza” è in parte corretta e molto sbrigativa: l’innovazione infatti è un concetto a-temporale e onnicomprensivo. Innovare infatti significa introdurre nella realtà aziendale concetti, metodi e strumenti nuovi. In azienda spesso si pensa solo a quest’ultima parte, mirando quindi soltanto a introdurre e implementare strumenti nuovi, che non vanno da nessuna parte se non integrati e/o connessi con la realtà aziendale, che troppo spesso sottovaluta invece i concetti e i metodi, la cui correttezza e applicazione costituiscono il vero successo della stessa realtà aziendale. Gli strumenti nuovi, a ben pensare, non fanno che esaltare i corretti concetti e metodi presenti nella stessa realtà aziendale. In questo senso mi sono spesso trovato a discutere con imprenditori sull’e-commerce, da taluni visto come la panacea, che è si importante non soltanto dal punto di vista commerciale ma anche di branding, ma che funziona in entrambi i casi se e soltanto se l’azienda ha una vera posizione competitiva sul mercato e un posizionamento specifico e sensato per lo stesso mercato.  L’innovazione se così vista (concetti, metodi, strumenti nuovi) ha decisamente carattere strutturale perché coinvolge tutta la struttura e tutte le funzioni dell’azienda che devono remare nella stessa direzione al fine di garantire efficienza, che è un concetto che attiene ai costi, ed efficacia, che invece è un concetto che attiene più all’output. La competitività che ne deriva è quindi evidente. Allo stesso tempo si può capire, infine, come l’innovazione possa svolgere una doppia funzione: se in determinati contesti ha il ruolo di riportare in azienda competitività, efficienza ed efficacia, dall’altra, spesso ha una funzione ben più importante, e cioè riequilibrare l’intero contesto produttivo.

In base alla tua esperienza lavorativa, potresti condividere alcuni esempi di come il tuo intervento abbia portato a cambiamenti significativi e positivi all'interno dell’azienda? Quali erano gli obiettivi e quali risultati sono stati ottenuti?
Mi piace sempre riportare un esempio di alcuni anni fa, applicato successivamente in quasi tutti gli ambiti aziendali che mi hanno visto operare, tutt’oggi straordinariamente valido, di facile intendimento ma non di così facile applicazione. Anzi. L’esempio in questione ha a che fare con il cosiddetto cuore dell’azienda, e cioè l’offerta prodotto, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. L’intervento in questione è stato appunto un intervento strutturale non soltanto perché ha coinvolto la struttura dell’azienda ma perché di fatto il caso è stato di così tale successo che ha determinato un nuovo modo di operare. In particolare l’offerta aziendale ha assunto una forma decisamente strutturata, grazie ad un lavoro congiunto di marketing strategico, marketing operativo, produzione e commerciale. I risultati, raggiunti anche grazie al supporto dell’IT, sono stati strabilianti. Non soltanto ci sono state maggiori performance operate dal commerciale (prodotto “centrato”, innovativo; efficacia > output), ma anche un forte abbassamento dei costi (efficienza > input) derivanti dalla riduzione della prototipia, dei campioni fisici realizzati e dalle tempistiche delle unità produttive a vario titolo utilizzate. E, in termini di processo e di cultura, siamo arrivati alla cosiddetta fase “design to cost”, cioè alla piena consapevolezza di cosa fare, come farlo e a quanto farlo.

Quali sono i principali ostacoli che le aziende devono affrontare quando cercano di implementare innovazione e come si possono superare tali sfide?
Il principale ostacolo all’innovazione è la cultura dell’imprenditore e della struttura in cui si è chiamati o si intende operare.

Strano ma vero, nel nostro paese sia che si tratti di grande industria sia che si tratti di PMI, nei settori in cui ho operato e tutt’oggi opero (design, luxury e fashion), le ragioni sono molteplici, nella stragrande maggioranza dei casi legate alla soggettività: superficialità, diffidenza, livello culturale, timore, gelosia, equilibrio, spesso familiare. Sono tipici i seguenti commenti: “Ma questo in azienda lo facciamo già …..”, “Facile a dirsi, ma…”, “Da noi questo non funziona, la nostra è un’azienda particolare….”

Dovremmo ricordarci sempre due cose: 1. L’azienda è sovrana. 2. Le aziende hanno si prodotti e processi tipici, ma funzionano tutte allo stesso modo. Difficilmente mi sono imbattuto in ragioni oggettive. Come si superano queste barriere? Prevalentemente con il confronto, con la presentazione di piani di lavoro comprensivi di obiettivi, timing e budget.

Quali sono i segnali che un'azienda dovrebbe prendere in considerazione per capire quando è il momento di apportare cambiamenti strutturali significativi?
I segnali in questo senso sono concreti e tangibili.
Ogni imprenditore deve sempre monitorare e agire in conseguenza dei KPI, i cosiddetti Key Performance Indicators, da considerare sia a livello di singola funzione che per l’intero contesto aziendale. Per avere una corretta visione, l’ambito però va decisamente allargato all’andamento del settore, dei principali competitors e anche a ciò che si respira nell’aria. La combinazione di questi elementi necessariamente porta a riflessioni che spesso possono determinare cambiamenti strutturali significativi tali da includere anche, ad esempio, politiche innovative di prodotto, di comunicazione, di sourcing. 

Esistono settori o tipologie di aziende in cui l'innovazione è particolarmente va